Gli alberi.

Bellissimi alberi di Travalle

Tu non sai:
ci sono betulle che di notte
levano le loro radici
e tu non crederesti
mai che di notte gli alberi
camminano o diventano sogni.
Pensa che in un albero
c’è un violino d’amore.
Pensa che un albero
canta e ride.
Pensa che un albero
sta in un crepaccio
e poi diventa vita.
Te l’ho già detto:
i poeti non si redimono
vanno lasciati volare
come gli alberi.

Ho sempre guardato con occhi sognanti agli alberi. Quando ero piccola e passavo i pomeriggi primaverili all’orto di mio babbo, c’erano svariati tipi di alberi che rallegravano i miei giochi.

Ciliegi profumati con frutti golosissimi, che sembravano esili principesse di rosa vestite, le Viti sorelle piccole e nodose come donne di paese, gli Ulivi fratelli con i capelli al vento e le braccia muscolose e asciutte come contadini nei campi, e infine il grande nonno Moro che con la sua ombra disegnava arabeschi sulla terra polverosa. In lui vedevo il patriarca anziano e forte che raccontava storie col frusciare delle foglie a chiunque si fermasse a riposare sotto le sue ampie fronde. La me bambina parlava con loro, considerandoli esseri vivi e pieni di interesse.. Il tempo è passato ma non sono cambiati i miei sentimenti per queste creature fragili e terribilmente forti allo stesso tempo.

Oggi gli alberi sono per me creature  di grande rispetto e spiriti donatori di energia, idee, sentimento e materia prima con cui dare vita ai sogni che non ho mai potuto o voluto realizzare. Per tale motivo il primo articolo di questo blog è dedicato a loro, perché essi son la fonte primaria materiale delle mie creazioni, e ancora prima e più interiormente la spinta che mi ha dato modo di rendere possibile questo lavoro.

Albero moro di Travalle

Sono sempre stata una bambina creativa, che adorava la natura, gli animali e il creato..per me non c’era niente di meglio che passare il tempo a nuotare nell’erba, a cercare lumache e rane nei ruscelli. Poi si cresce e gli “accidenti” del mondo spesso ci portano altrove..così è stato per me che per molti anni ho sopito la mia innata voglia di fare, finché, ironia della sorte, una malattia importante e difficile, quanta rara, mi ha riportato su quell’antico sentiero.

Frutto della mia nuova dimensione è la Casina di Travalle. Casina come luogo di affetto, familiarità e protezione; Travalle come il luogo da cui provengo che mi ha vista crescere. In essa si fondono i sogni e le fantasie mentali con i materiali vivi e concreti, dando vita a oggetti carichi si significato emotivo, che vogliono portare in casa di chi li acquista un messaggio non comune di spiritualità e devozione. Devozione per ciò che la natura ci dona e possiamo utilizzare per noi stessi,spiritualità per la grande forza e il magnetismo che ci trasmette.

Il legno e gli utensili contadini, impiegati dalla Casina rivivono le loro antiche storie in nuova veste e in nuovi soggetti per tramandare la genuinità  e la semplicità della natura. E tutto viene dagli alberi che, come grandi anziani, ci arricchiscono e ci accompagnano nella nostra vita. Non si è mai soli dove ci sono gli alberi.

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